Capo Promontore (Premantura)


E' la punta estrema dell'Istria, quella che divide il Golfo del Quarnero, dall'alto Adriatico. Si raggiunge dall'Italia, passando lungo la costa istriana ed infine per la città di Pula (Pola).

Capo Promontore (Premantura in croato) ha un versante interno, quello che si affaccia su Medulino e quindi sul Golfo del Quarnero, ed uno esterno, che si affaccia direttamente sull'Adriatico.

Versante interno:
Fondali misti (fango, sabbia, posidonia e rocce), non troppo alti (max 10/12 mt.) e scogliere basse, facilmente raggiungibili con l'autovettura*. Lungo il versante interno del Capo, gli spot di pesca interessanti incominciano già dalla parte più chiusa, quella verso Medulino, nei pressi del campeggio Runke e del campeggio Stupiče, per poi spingersi verso sud, sino alla parte estrema del capo. Tutto il versante interno è caratterizzato da piccole insenature con sporadici arenili, baie con scogliere basse e comode. A parte qualche singola postazione, tutto questo versante è discretamente buono per la pesca; da aprile a dicembre si pescano orate, saraghi, dentici, pagelli, razze aquila, razze pastinache, palombi e leccie.

Versante esterno:
Fondali alti, anche 35/40 e più metri, molto rocciosi; i banchi di sabbia vicino alla riva, sono facilmente distinguibili dal colore chiaro, che contrasta con il blu scuro del mare. Raggiungere le postazioni di pesca del versante esterno del capo, non è sempre cosa facile; alle volte bisogna lasciare la vettura a parecchie centinaia di metri dal mare e scendere lungo ripide e scivolose scarpate.
Verso la punta del capo, sempre sul versante esterno, c'è da segnalare uno spot molto interessante; infatti lungo questo tratto di costa che si affaccia verso una piccola isola e verso quella più grande del Faro del Porer, esiste una scogliera molto ampia e comoda per pescare, con fondali alti e correnti molto forti, dove, innescando il vivo, si possono catturare dentici e leccie, mentre pescando con le classiche esche, verme di rimini, bibi e murici, orate e saraghi di taglia non sono rari. Enormi gronghi pascolano durante la notte, innescare sardine e esche vive per insidiarli.
Quasi d'obbligo il piombo a perdere su tutto il versante esterno, causa le frequenti rocce e la possibilità di catturare prede di dimensioni interessanti.

Capo Promontore è esposto a tutti i venti da sud; in presenza di libeccio il versante interno è un po' più praticabile, mentre è quasi impraticabile con bora; quello esterno, se si trova un posto ben riparato, permette di pescare anche in presenza di questo vento. Non sono rare grosse e violente mareggiate, che rendono totalmente impraticabile la zona.

*Capo Promontore si raggiunge oltrepassando il paese omonimo; l'intero capo, che è lungo più di 4 km e largo più di uno, è un intrigo di strade sterrate, che scendono verso la costa. Durante il periodo autunnale, per una decina di giorni circa, l'intero capo viene usato dall' Esercito Croato per le esercitazioni militari ed è quindi interdetto a qualsiasi tipo di attività. D'estate (da metà giugno a metà settembre circa), per accedere con l'autovettura, bisogna pagare una sorta di "entrata al parco" di 2 euro circa e sempre durante questo periodo non è permesso stazionare con la vettura durante le ore notturne.
Il capo è molto selvaggio e non sono rari gli incontri con animali selvatici (volpi, fagiani, lepri..), prestare un po' d'attenzione durante le ore notturne e dotarsi di sufficiente illuminazione. Dall'Italia si raggiunge in 1.5 ore di macchina circa (155 km).

 

Rabač

Si raggiunge dall'Italia attraversando internamente l'Istria, passando dalla cittadina medioevale di Buzet, in italiano Pinguente, e poi lungo la splendida valle ai piedi del monte Učka. Si arriva poi nel centro di Labin (Albona) e si scende verso il mare sino al centro di Rabač.

Tra le basse scogliere del lungomare di Rabač, facilmente raggiungibili con l'autovettura, si trovano brevi tratti di arenili ciottolosi che si affacciano su enormi distese di sabbia mista a posidonia. La profondità media dello spot si aggira sui 9/13 metri, tranne che nel canalone di entrata del porticciolo, dove in alcuni punti, si superano i 20/22 metri.

Da aprile a dicembre inoltrato, si pescano orate, saraghi, dentici, tanute, pagelli, tracine e occhiate; Nei mesi estivi, lecce e ricciole si avvicinano alla costa e non è difficile insidiarle con il vivo, sia a fondo che a galla.

Per gli sparidi sopracitati, le esche migliori sono il verme di rimini, il bibi ed il murice. In particolare il verme di rimini, in questo spot, ha sempre regalato prede di generose dimensioni (orate e dentici), innescando la parte più dura del verme, cioè quella della testa. Rare le rocce che potrebbero infastidire l'azione di pesca, non serve la lunga distanza, anche se è consigliato lanciare al di là del primo gradino, oltre i 35/40 metri da riva.

Rabač è completamente aperto a tutti i venti da sud, discretamente protetto da Bora (est-nord/est) e venti da nord-nord/ovest. Frequenti quindi le mareggiate (anche molto forti) e le relative interessanti scadute. Lo spot si è rivelato produttivo anche in fase di fele, sopratutto con i pagelli.

Molto tranquillo durante la notte, discretamente illuminato dai lampioni della passeggiata del lungomare; Da metà giugno a settembre inoltrato è quasi impossibile pescare, causa la massiccia presenza di turisti. Dall'Italia si raggiunge in un'ora di macchina circa (105 km).

 

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